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+39 06 37591472 +39 335 6787098 c.trenta@studioifa.it

Siamo Consulenti finanziari indipendenti remunerati solo ed esclusivamente dal cliente e senza nessun rapporto con banche o reti di vendita. Il nostro obiettivo è la protezione del patrimonio. L’investitore mantiene il patrimonio presso la sua banca di fiducia, con la nostra assistenza e supporto ottiene una visione chiara e trasparente dei propri risparmi. Il cliente può beneficiare di una consulenza specialistica con la consapevolezza dei reali rischi degli strumenti in suo possesso e dei relativi costi. il cliente potrà  contare sulle nostre esclusive competenze per individuare i migliori gestori al mondo in grado di effettuare una reale gestione attiva.

Oggi gli operatori della consulenza finanziaria si definiscono indipendenti, ma attenzione al significato che i diversi soggetti attribuiscono al termine indipendente. Indipendenti si dichiarano ormai molti

Promotori finanziari appartenenti a reti di vendita non bancarie che offrono prodotti di numerose società  di gestione. L’elemento distintivo che caratterizza la consulenza indipendente è la remunerazione.

Solo se il consulente è pagato esclusivamente dal proprio cliente e non riceve retrocessioni o commissioni da alcuna banca o altri intermediari, allora la sua consulenza non è orientata alla vendita e pertanto non c’è conflitto di interessi.

  • Non abbiamo rapporti con le banche
  • Non vendiamo prodotti ma solo consulenza finanziaria e patrimoniale
  • Non tocchiamo mai i tuoi soldi che rimangono nella tua banca di fiducia
  • Siamo esclusivamente remunerati a parcella
  • Non abbiamo conflitti di interesse perché l’interesse del consulente coincide con quello del cliente

Perché scegliere un consulente indipendente:

Tra i vantaggi immediati, l’investitore può constatare la forte riduzione dei costi che gravano sui suoi investimenti e dei rischi dei quali non era a conoscenza.

Siamo partner e lavoriamo a stretto contatto con Consultique Spa società  pioniera in Italia nella consulenza indipendente. Attraverso il supporto del centro studi abbiamo analizzato tutte le

Tipologie di strumenti finanziari commercializzati in Italia.

Quali sono le caratteristiche che ci permettono di distinguerci sul mercato?

  • Professionalità  e competenze maturate in oltre 10 anni di esperienza specifica nell’analisi e consulenza finanziarie indipendenti;
  • Riconoscimento del know how da parte dei media e degli operatori del mercato;
  • Utilizzo di strumenti tecnologici, database ed informativa all’avanguardia;
  • Adesione al Codice Etico dell’Associazione di categoria NAFOP che prevede la totale assenza di conflitti di interesse.

Come Avviene la consulenza

  • Primo incontro: Il cliente consegna la documentazione riguardante il proprio patrimonio finanziario e dopo un colloquio di approfondimento gratuito, comunichiamo un preventivo di parcella per il proprio intervento. Se il cliente accetta la proposta, si procede alla firma del contratto.
    Calcolo della parcella: l’ammontare della parcella è calcolato in base alla complessità  e al tempo necessario alle analisi, alla dimensione del patrimonio, al profilo di rischio, al valore della ricerca del Centro Studi. La parcella (onorario) è l’unica retribuzione per il lavoro svolto dal consulente indipendente. Nella quasi totalità  dei casi la parcella è di gran lunga inferiore al risparmio generato dall’intervento.
  • Secondo incontro: Necessario per redigere il piano finanziario. Il consulente , dopo aver effettuato una completa analisi della situazione finanziaria in essere ed averla illustrata al cliente, raccoglie le informazioni necessarie per impostare la strategia di investimento orientata alla protezione del patrimonio e all’individuazione del corretto livello di rischio.
  • Assistenza: Il cliente ha a disposizione in qualsiasi momento il consulente indipendente con il quale interagire di persona, via e-mail e telefono. A cadenze prefissate, si illustra al cliente un report dettagliato con le informazioni e gli aggiornamenti sulla situazione finanziaria.

Il Cliente può presentare ricorso all’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito presso la CONSOB, per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra investitori (diversi dai clienti professionali) e i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria di cui, rispettivamente, agli articoli 18-bis e 18-ter del TUF, , relative alla violazione da parte di questi ultimi degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nell’esercizio dell’attività disciplinata dalla Parte II del TUF, incluse le controversie oggetto del Regolamento (UE) n. 524/2013. Non rientrano nell’ambito dell’operatività dell’Arbitro le controversie che implicano la richiesta di somme di denaro per un importo superiore a Euro cinquecentomila. Sono esclusi dalla cognizione dell’Arbitro i danni che non sono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione da parte dell’intermediario degli obblighi sopra descritti e quelli che non hanno natura patrimoniale. Il diritto di ricorrere all’ACF è irrinunciabile e sempre esercitabile anche in presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale contenute nel contratto.
Per maggiori informazioni fare riferimento al sito internet https://www.acf.consob.it
Consulente Finanziario Autonomo (in sigla CFA) o Società di Consulenza Finanziaria (in sigla SCF).

INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 4 DEL REGOLAMENTO (UE) 2019/2088 IN MATERIA DI RISCHIO DI SOSTENIBILITA’ Il Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019, in materia di informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (in seguito, il “Regolamento ESG”) prevede che consulenti finanziari pubblichino e aggiornino sui propri siti web: a) informazioni indicanti se, tenendo debitamente conto delle loro dimensioni, della natura e dell’ampiezza delle loro attività e della tipologia dei prodotti finanziari in merito ai quali forniscono consulenza, nella loro consulenza in materia di investimenti prendono in considerazione i principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità; oppure b) informazioni sui motivi per cui non prendono in considerazione, nella loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni, gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità e, se del caso, informazioni concernenti se e quando intendono prendere in considerazione tali effetti negativi. Per “rischio di sostenibilità si intende un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento. Rientrano nei «fattori di sostenibilità» le problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva. In attesa della pubblicazione, da parte delle Autorità comunitarie e del Legislatore nazionale, delle necessarie disposizioni regolamentari e dei chiarimenti in merito alla corretta applicazione del citato Regolamento ESG, il CFA/ (Claudio Trenta) ha scelto al momento di non considerare nella prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, restando tuttavia impregiudicato l’impegno a prendere in seria considerazione tali effetti non appena siano definitivamente chiarite le modalità di applicazione del Regolamento ESG.

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